Le capacità sociali e di problem solving  possono risultare deficitarie nelle persone autistiche  Vediamo come queste due aree possono essere collegate e quali sfide potrebbero presentarsi.

  1. Abilità sociali nei soggetti autistici: le persone autistiche spesso presentano difficoltà nel comprendere e interpretare adeguatamente le interazioni sociali. Alcune delle sfide comuni includono:
  • Difficoltà nella comunicazione non verbale: comprendere i segnali non verbali come espressioni facciali, linguaggio del corpo e tono di voce, rende difficile per loro interpretare le intenzioni o gli stati emotivi degli altri.
  • Difficoltà nella reciprocità sociale, come intraprendere e mantenere conversazioni bilaterali, fare domande o condividere interessi con gli altri.
  • Empatia ridotta: a causa della difficoltà nel comprendere le emozioni e le esperienze altrui, alcune persone possono avere difficoltà nell’esprimere empatia in modo naturale.
  • Interessi ristretti e ripetitivi: possono difatti essere profondamente coinvolti in interessi particolari e mostrare resistenza al cambiamento, il che può limitare la loro partecipazione nelle interazioni sociali.
  1. Gli autistici possono avere abilità cognitive notevoli in diverse aree, ma possono anche incontrare alcune difficoltà specifiche nel problem solving, tra cui:
  • Flessibilità cognitiva limitata, causata dalla tendenza alla rigidità mentale; potrebbero avere difficoltà ad adattarsi a nuove situazioni o a trovare soluzioni alternative ai problemi.
  • Difficoltà nell’astrazione: comprendere concetti astratti o metaforici, rendendo difficile per loro risolvere problemi che richiedono una comprensione simbolica.
  • Ipersensibilità sensoriale: possono essere ipersensibili a stimoli sensoriali, come rumori forti o luci intense, il che potrebbe ostacolare la loro concentrazione e capacità di risolvere problemi in determinati ambienti.
  1. Interventi e supporti: nonostante queste sfide, è importante notare che ogni individuo con autismo è unico e presenta una vasta gamma di abilità. Gli interventi mirati, il sostegno adeguato e le giuste strategie, possono aiutare a migliorare le abilità sociali . L‘approccio al problem solving, infatti, dovrebbe essere personalizzato e adattato alle esigenze e alle preferenze individuali.

 

Alcune strategie efficaci includono:

  • Supporto alla comunicazione: può essere utile fornire supporti visivi, come diagrammi, grafici o schemi, per aiutare a strutturare il problema e le possibili soluzioni. La comunicazione chiara e diretta può facilitare la partecipazione attiva in questo processo.
  • Strutturazione e organizzazione: la suddivisione di un problema complesso in passaggi più piccoli e più gestibili può aiutare a facilitare la comprensione e l’elaborazione delle informazioni. L’uso di strumenti visivi, come elenchi o calendari, può aiutare nella pianificazione e nell’organizzazione delle soluzioni. 
  • Approccio visuale e concreto: utilizzare materiali tangibili o visivi per rappresentare il problema e le possibili soluzioni può essere molto utile.
  • Flessibilità e tolleranza all’incertezza: il problem solving richiede spesso la capacità di adattarsi, considerare diverse prospettive e affrontare l’ambiguità. È importante fornire un ambiente di supporto e incoraggiando alla tolleranza  dell’incertezza in questo processo.
  • Supporto sociale ed emozionale: offrire sostegno emotivo, incoraggiamento e opportunità di collaborazione può aiutare a creare un ambiente sicuro e stimolante per esplorare diverse soluzioni. 

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A luce di quanto finora esposto e ritenendo di fondamentale importanza un lavoro di potenziamento sulle abilità sociali, da aprile hanno avuto inizio i gruppi di “Problem Solving” per i ragazzi del progetto, condotti dalle psicologhe Silvia Micheli e Valeria Di Gemma.

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